Se vuoi avviare la tua attività libero professionale come Veterinario in regime forfettario probabilmente ti stai chiedendo come aprire la partita IVA e quali sono le procedure da seguire. In questo articolo capirai come aprire una partita IVA come Veterinario in regime forfettario.

Come diventare Veterinario?

Il primo step che dovrai realizzare è quello di completare un percorso di studio per ottenere la Laurea in Medicina Veterinaria. Per farlo, è necessario frequentare una facoltà di medicina veterinaria che fornirà le basi di conoscenza e le competenze necessarie per lavorare con gli animali.

Tirocinio pratico-valutativo per Veterinari.

Nel ciclo universitario sono stati previsti almeno 30 crediti formativi universitari (CFU) dedicati alle attività formative professionalizzanti. Grazie a questa modifica normativa il tirocinio pratico-valutativo può essere svolto all’interno dei corsi di studio.

Ottenuta la laurea magistrale potrai beneficiare della recente semplificazione normativa, infatti, non esiste più l’obbligo di superamento dell’esame di Stato abilitante.

Le novità sull’esame di stato.

Grazie alla Legge 163/2021 l’esame finale per il conseguimento della laurea magistrale a ciclo unico in medicina veterinaria abilita all’esercizio della professione di medico veterinario.
L’esame finale, inoltre, comprende lo svolgimento di una prova pratica valutativa delle competenze professionali acquisite con il tirocinio interno ai corsi di studio, volta ad accertare il livello di preparazione del candidato per l’abilitazione all’esercizio della professione, che precede la discussione della tesi di laurea.

Al termine di questi step puoi iscriverti all’Ordine veterinario della Fnovi (Federazione nazionale ordini veterinari italiani).

Alla fine di questo percorso acquisirai la qualifica di veterinario e potrai esercitare la professione all’interno di strutture pubbliche o private, oppure lavorare come libero professionista.

Cosa fare dopo il percorso di studio?

In ogni caso, dopo il percorso universitario, dovrai acquisire l’esperienza necessaria per esercitare la professione di veterinario. Ci sono diverse opzioni a tua disposizione:

  • svolgere uno stage presso una clinica veterinaria;
  • lavorare come assistente veterinario;
  • collaborare con un veterinario già in attività.

Infine, è importantissimo fare rete con altri professionisti e creare un network di contatti. Una buona rete di relazioni può essere utile per acquisire nuovi clienti o collaborazioni, scambiare esperienze e integrare le competenze mancanti.

Partita iva per veterinario in regime forfettario

Aprire una partita iva come Veterinario in regime forfettario.

Per esercitare l’attività di Veterinario libero professionista è necessario aprire una posizione IVA presso Agenzia Entrate. La pratica di apertura della partita iva può essere fatta:

  • presso gli uffici di Agenzia Entrate;
  • telematicamente affidandoti a un Dottore Commercialista.

Aprire una partita iva come Veterinario in regime forfettario non prevede dei costi e in pochissime ore viene rilasciato il certificato di partita iva con il numero e altri dati utili al contribuente.

Cos’è il Regime Forfettario?

Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato introdotto in Italia nel 2015 per favorire la crescita e la competitività delle piccole imprese e dei professionisti. In questo regime, i contribuenti pagano un’imposta sostitutiva in misura fissa, in base al proprio fatturato annuo, alleggerendo moltissimo gli adempimenti fiscali e burocratici.

Per le nuove attività è prevista un’aliquota d’imposta pari al 5% per i primi 5 anni. Dal sesto anno di attività, in poi, l’aliquota d’imposta si alza al 15%. Inoltre, i liberi professionisti che hanno scelto l’opzione per il forfettario sono esentati dalla ritenuta d’acconto sui compensi ricevuti dai committenti.

Quali sono gli altri vantaggi per scegliere questo regime?

Tra gli ulteriori vantaggi del regime forfettario ci sono la semplificazione degli adempimenti fiscali, la riduzione della burocrazia, la non applicazione dell’IVA alle operazioni di vendita che rende molto più competitivi rispetto alle altre imprese o professionisti in regime ordinario!

Un altro importantissimo vantaggio riguarda il mondo della previdenza, infatti, con il regime forfettario è possibile chiedere una riduzione dei contributi INPS relativi alla gestione commercianti e artigiani.

Tuttavia, il regime forfettario ha anche alcune limitazioni, ad esempio, non consente la detrazione dell’IVA sulle spese sostenute e, inoltre, i costi dell’attività sono riconosciuti in modo forfettario, pertanto non è possibile dedurre alcun costo.

In sintesi, il regime forfettario rappresenta una buona opportunità per le piccole imprese e i professionisti che vogliono semplificare la gestione delle proprie imposte e concentrarsi sulla crescita del proprio business. Tuttavia, è importante valutare attentamente le proprie esigenze e la propria situazione fiscale prima di aderire a questo regime.

L’inquadramento previdenziale di un Veterinario.

Un Veterinario in regime forfettario iscritto all’Albo, diversamente da altre professioni, non ha una copertura previdenziale presso l’INPS. Così come altri lavoratori autonomi con Albo professionale anche i Veterinari devono iscriversi alla propria cassa professionale: ENPAV.

I contributi da versare a tale ente sono di tre tipologie:

  • contributo soggettivo;
  • contributo integrativo;
  • contributo di maternità.

Ovviamente gli importi da versare sono variabili in base al fatturato prodotto durante l’anno fiscale. Ricordati però che sono previsti dei minimi contributi da versare anche se il fatturato si attesta a livelli bassi o pari allo zero. Fortunatamente un giovane Veterinario in regime forfettario può beneficiare di alcuni sgravi contributivi che rendono l’attività come libero professionista molto più accessibile. 

Per valutare i costi e l’apertura di una partita iva come Veterinario libero professionista contatta un Dottore Commercialista.

Codice ATECO come Veterinario.

Il codice ateco per Veterinario in regime forfettario è il seguente:

  • 75.00.00 – Servizi veterinari

Le cause di esclusione dal regime forfettario.

Nel corso degli anni le cause di esclusione sono state modificate molte volte. Ti suggerisco di approfondire le cause di esclusione dal regime forfettario con questo articolo per evitare sorprese.

Le più importanti cause di esclusione da questo regime sono:

  • il superamento della soglia dei ricavi di 85.000 euro;
  • il possesso di partecipazioni in società di persone, associazioni professionali o srl in regime di trasparenza fiscale;
  • lo svolgimento di specifiche attività escluse per legge dal regime forfettario;
  • percezione nell’anno di redditi da lavoro dipendente in misura maggiore ai 30.000 euro lordi.

Stai cercando un Commercialista per il regime forfettario?

Il mio lavoro è assistere lavoratori autonomi e liberi professionisti. Se hai intenzione di avviare una nuova attività in regime forfettario, oppure cambiare consulente, puoi contattarmi senza impegno!

Ti dedicherò il tempo necessario a chiarire i dubbi che hai in relazione alla tua nuova attività. Aprire una partita iva non è uno scoglio insormontabile se al tuo fianco hai il giusto professionista in grado di spiegarti il mondo della fiscalità. Se invece vuoi farti assistere da un Dottore Commercialista perché attualmente non ti senti adeguatamente seguito fissiamo un appuntamento e sarò lieto di ascoltarti.

Compila il form di Contatto per avere maggiori informazioni o fissare un appuntamento presso lo Studio in cui esercito a Prato oppure in videoconferenza sulla piattaforma che preferisci.

Dott. Emanuele Brilli

Dott. Emanuele Brilli

Dott. Commercialista e Revisore Legale

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