Se vuoi aprire una partita iva come Biologo Nutrizionista in regime forfettario allora segui questa breve guida. Infatti, se desideri aprire la tua partita IVA come nutrizionista, devi considerare alcuni fattori importanti e approfondire anche le tematiche fiscali e previdenziali.

Il Biologo Nutrizionista è una figura professionale laureata in scienze biologiche e la si può definire specializzata in nutrizione. Un nutrizionista aiuta le persone a raggiungere i loro obiettivi di salute attraverso una dieta equilibrata, fornendo consigli su cosa mangiare e su come pianificare i pasti in base alle esigenze specifiche di ogni individuo.
È importante evidenziare che un Biologo Nutrizionista non è un medico e pertanto non può curare patologie e prescrivere farmaci.

In primo luogo, è fondamentale avere una formazione adeguata seguendo un percorso di studio presso un’Università riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR). Ma non finisce qui! Le scienze biologiche (e mediche) sono in continua evoluzione pertanto è necessario avere una formazione continua e costante per rimanere aggiornati. Dopo il conseguimento della Laurea, seppur non obbligatorio, anche il Consiglio superiore della sanità sostiene: “che sia preferibile che il biologo, per esercitare l’attività di nutrizionista in ambito privato, abbia conseguito il diploma di specializzazione universitaria in Scienza dell’Alimentazione” (parere del Consiglio Superiore di Sanità del 12/04/2011).

Partita iva come nutrizionista in regime forfettario

Le differenze tra Nutrizionista, Dietista e Dietologo.

Dopo aver visto chi è e cosa fa il Biologo nutrizionista è fondamentale capire la differenza tra Dietista e Dietologo in quanto incide anche sulla scelta del codice ateco.

Il Dietista è un laureato in professioni sanitarie, tuttavia, non può prescrivere farmaci perché non ha la qualifica di medico. Questo professionista può curare i disturbi del comportamento alimentare assieme a psicologici o psicoterapeuti e, sempre in ambito alimentare, può svolgere attività didattico-educative.

Il Dietologo è laureato in Medicina e specializzato in Scienze dell’alimentazione. Come tutti i medici, avendo una formazione specifica, sarà in grado di prescrivere medicinali e anche opportuni piani terapeutici lavorando in concerto con altri specialisti.

Aprire una partita iva come Nutrizionista in regime forfettario.

Per esercitare l’attività di Nutrizionista in regime forfettario come libero professionista è necessario aprire una posizione IVA presso Agenzia Entrate. La pratica di apertura della partita iva può essere fatta:

  • presso gli uffici di Agenzia Entrate;
  • telematicamente affidandoti a un Dottore Commercialista.

Aprire una partita iva per Nutrizionista non prevede dei costi e in pochissime ore viene rilasciato il certificato di partita iva con il numero e altri dati utili al contribuente.

Cos’è il Regime Forfettario?

Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato introdotto in Italia nel 2015 per favorire la crescita e la competitività delle piccole imprese e dei professionisti. In questo regime, i contribuenti pagano un’imposta sostitutiva in misura fissa, in base al proprio fatturato annuo, alleggerendo moltissimo gli adempimenti fiscali e burocratici.

Per le nuove attività è prevista un’aliquota d’imposta pari al 5% per i primi 5 anni. Dal sesto anno di attività, in poi, l’aliquota d’imposta si alza al 15%. Inoltre, i liberi professionisti che hanno scelto l’opzione per il forfettario sono esentati dalla ritenuta d’acconto sui compensi ricevuti dai committenti.

Quali sono gli altri vantaggi per scegliere questo regime?

Tra gli ulteriori vantaggi del regime forfettario ci sono la semplificazione degli adempimenti fiscali, la riduzione della burocrazia, la non applicazione dell’IVA alle operazioni di vendita che rende molto più competitivi rispetto alle altre imprese o professionisti in regime ordinario!

Un altro importantissimo vantaggio riguarda il mondo della previdenza, infatti, con il regime forfettario è possibile chiedere una riduzione dei contributi INPS relativi alla gestione commercianti e artigiani.

Tuttavia, il regime forfettario ha anche alcune limitazioni, ad esempio, non consente la detrazione dell’IVA sulle spese sostenute e, inoltre, i costi dell’attività sono riconosciuti in modo forfettario, pertanto non è possibile dedurre alcun costo.

In sintesi, il regime forfettario rappresenta una buona opportunità per le piccole imprese e i professionisti che vogliono semplificare la gestione delle proprie imposte e concentrarsi sulla crescita del proprio business. Tuttavia, è importante valutare attentamente le proprie esigenze e la propria situazione fiscale prima di aderire a questo regime.

L’inquadramento previdenziale di un Biologo Nutrizionista.

Un Biologo Nutrizionista in regime forfettario, diversamente da altre professioni, non ha una copertura previdenziale presso l’INPS. Così come altri lavoratori autonomi iscritti al relativo Albo professionale, anche i Nutrizionisti devono iscriversi alla propria cassa professionale: ENPAB.

I contributi da versare a tale ente sono di tre tipologie:

  • contributo soggettivo;
  • contributo integrativo;
  • contributo di maternità.

Ovviamente gli importi da versare sono variabili in base al fatturato prodotto durante l’anno fiscale. Ricordati però che sono previsti dei minimi contributi da versare anche se il fatturato si attesta a livelli bassi o pari allo zero. Fortunatamente i giovani Nutrizionisti possono beneficiare di alcuni sgravi contributivi che rendono l’attività come libero professionista molto più accessibile. 

Per valutare i costi e l’apertura di una partita iva come Nutrizionista libero professionista contatta un Dottore Commercialista.

Codice ATECO come Biologo Nutrizionista.

Il codice ateco per Nutrizionista in regime forfettario è il seguente:

  • 72.11.00 – Ricerca e sviluppo nel campo delle biotecnologie.

Le cause di esclusione dal regime forfettario.

Nel corso degli anni le cause di esclusione sono state modificate molte volte. Ti suggerisco di approfondire le cause di esclusione dal regime forfettario con questo articolo per evitare sorprese.

Le più importanti cause di esclusione da questo regime sono:

  • il superamento della soglia dei ricavi di 85.000 euro;
  • il possesso di partecipazioni in società di persone, associazioni professionali o srl in regime di trasparenza fiscale;
  • lo svolgimento di specifiche attività escluse per legge dal regime forfettario;
  • percezione nell’anno di redditi da lavoro dipendente in misura maggiore ai 30.000 euro lordi.

Stai cercando un Commercialista per il regime forfettario?

Il mio lavoro è assistere lavoratori autonomi e liberi professionisti. Se hai intenzione di avviare una nuova attività in regime forfettario, oppure cambiare consulente, puoi contattarmi senza impegno!

Ti dedicherò il tempo necessario a chiarire i dubbi che hai in relazione alla tua nuova attività. Aprire una partita iva non è uno scoglio insormontabile se al tuo fianco hai il giusto professionista in grado di spiegarti il mondo della fiscalità. Se invece vuoi farti assistere da un Dottore Commercialista perché attualmente non ti senti adeguatamente seguito fissiamo un appuntamento e sarò lieto di ascoltarti.

Compila il form di Contatto per avere maggiori informazioni o fissare un appuntamento presso lo Studio in cui esercito a Prato oppure in videoconferenza sulla piattaforma che preferisci.

Dott. Emanuele Brilli

Dott. Emanuele Brilli

Dott. Commercialista e Revisore Legale

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