Se hai superato con successo l’esame di stato e vuoi avviare la tua attività come Ingegnere, probabilmente ti stai chiedendo come aprire la partita IVA e quali sono le procedure da seguire. In questo articolo capirai come aprire una partita IVA come Ingegnere in regime forfettario.

Essere un bravo ingegnere richiede sicuramente una solida base di conoscenze tecniche e pratiche, ma anche una serie di competenze trasversali come la comunicazione, la collaborazione, la gestione del tempo e la risoluzione dei problemi.

Innanzitutto, in base agli studi effettuati, è necessario inquadrare le giuste competenze. Ci sono diverse specializzazioni tra cui scegliere, come l‘ingegneria civile, l’ingegneria meccanica, l’ingegneria chimica e molte altre. L’esperienza pratica è fondamentale per diventare un bravo ingegnere. Il consiglio è quello di muovere i primi passi nella libera professione affiancandosi a studi di Ingegneri esperti che ti possano guidare e insegnare le loro competenze.

Come ogni libero professionista, per agevolare il rapporto con la clientela, dovrai sviluppare ottime capacità comunicative. Un bravo Ingegnere deve essere in grado di comunicare in modo chiaro ed efficace esprimendo, infatti, deve esporre i propri progetti, i dubbi, le soluzioni ed essere in grado di spiegare in modo semplice la normativa in vigore al proprio committente.

Infine, è importantissimo fare rete con altri professionisti e creare un network di contatti. Una buona rete di relazioni può essere utile per acquisire nuovi clienti o collaborazioni, scambiare esperienze e integrare le competenze mancanti.

Partita iva per ingegnere in regime forfettario

Aprire una partita iva come Ingegnere in regime forfettario.

Per esercitare l’attività di Ingegnere in regime forfettario è necessario aprire una posizione IVA presso Agenzia Entrate. La pratica di apertura della partita iva può essere fatta:

  • presso gli uffici di Agenzia Entrate;
  • telematicamente affidandoti a un Dottore Commercialista.

Aprire una partita iva per Ingegnere in regime forfettario non prevede dei costi e in pochissime ore viene rilasciato il certificato di partita iva con il numero e altri dati utili al contribuente.

Cos’è il Regime Forfettario?

Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato introdotto in Italia nel 2015 per favorire la crescita e la competitività delle piccole imprese e dei professionisti. In questo regime, i contribuenti pagano un’imposta sostitutiva in misura fissa, in base al proprio fatturato annuo, alleggerendo moltissimo gli adempimenti fiscali e burocratici.

Per le nuove attività è prevista un’aliquota d’imposta pari al 5% per i primi 5 anni. Dal sesto anno di attività, in poi, l’aliquota d’imposta si alza al 15%. Inoltre, i liberi professionisti che hanno scelto l’opzione per il forfettario sono esentati dalla ritenuta d’acconto sui compensi ricevuti dai committenti.

Quali sono gli altri vantaggi per scegliere questo regime?

Tra gli ulteriori vantaggi del regime forfettario ci sono la semplificazione degli adempimenti fiscali, la riduzione della burocrazia, la non applicazione dell’IVA alle operazioni di vendita che rende molto più competitivi rispetto alle altre imprese o professionisti in regime ordinario!

Un altro importantissimo vantaggio riguarda il mondo della previdenza, infatti, con il regime forfettario è possibile chiedere una riduzione dei contributi INPS relativi alla gestione commercianti e artigiani.

Tuttavia, il regime forfettario ha anche alcune limitazioni, ad esempio, non consente la detrazione dell’IVA sulle spese sostenute e, inoltre, i costi dell’attività sono riconosciuti in modo forfettario, pertanto non è possibile dedurre alcun costo.

In sintesi, il regime forfettario rappresenta una buona opportunità per le piccole imprese e i professionisti che vogliono semplificare la gestione delle proprie imposte e concentrarsi sulla crescita del proprio business. Tuttavia, è importante valutare attentamente le proprie esigenze e la propria situazione fiscale prima di aderire a questo regime.

L’inquadramento previdenziale per Ingegnere.

Un Ingegnere libero professionista iscritto all’Albo, diversamente da altre professioni, non ha una copertura previdenziale presso l’INPS. Così come altri lavoratori autonomi con Albo professionale anche gli Ingegnere devono iscriversi alla propria cassa professionale: Inarcassa.

Questo vale per tutti gli Ingegnere liberi professionisti iscritti al relativo Albo indipendentemente dal tipo di specializzazione scelta.

I contributi da versare a tale ente sono di tre tipologie:

  • contributo soggettivo;
  • contributo integrativo;
  • contributo di maternità.

Ovviamente gli importi da versare sono variabili in base al fatturato prodotto durante l’anno fiscale. Ricordati però che sono previsti dei minimi contributi da versare anche se il fatturato si attesta a livelli bassi o pari allo zero. Fortunatamente i giovani Ingegnere in regime forfettario possono beneficiare di alcuni sgravi contributivi che rendono l’attività come libero professionista molto più accessibile. 

Per valutare i costi e l’apertura di una partita iva come Ingegnere libero professionista contatta un Dottore Commercialista.

Codice ATECO come Ingegnere.

Il codice ateco per Ingegnere libero professionista è il seguente:

  • 71.12.10 – Attività degli studi di ingegneria.
In alternativa, se ti occupi prettamente di progettazione, è possibile scegliere anche il seguente codice ateco:
  • 71.12.20 – Servizi di progettazione di ingegneria integrata.

Le cause di esclusione dal regime forfettario.

Nel corso degli anni le cause di esclusione sono state modificate molte volte. Ti suggerisco di approfondire le cause di esclusione dal regime forfettario con questo articolo per evitare sorprese.

Le più importanti cause di esclusione da questo regime sono:

  • il superamento della soglia dei ricavi di 85.000 euro;
  • il possesso di partecipazioni in società di persone, associazioni professionali o srl in regime di trasparenza fiscale;
  • lo svolgimento di specifiche attività escluse per legge dal regime forfettario;
  • percezione nell’anno di redditi da lavoro dipendente in misura maggiore ai 30.000 euro lordi.

Stai cercando un Commercialista per il regime forfettario?

Il mio lavoro è assistere lavoratori autonomi e liberi professionisti. Se hai intenzione di avviare una nuova attività in regime forfettario, oppure cambiare consulente, puoi contattarmi senza impegno!

Ti dedicherò il tempo necessario a chiarire i dubbi che hai in relazione alla tua nuova attività. Aprire una partita iva non è uno scoglio insormontabile se al tuo fianco hai il giusto professionista in grado di spiegarti il mondo della fiscalità. Se invece vuoi farti assistere da un Dottore Commercialista perché attualmente non ti senti adeguatamente seguito fissiamo un appuntamento e sarò lieto di ascoltarti.

Compila il form di Contatto per avere maggiori informazioni o fissare un appuntamento presso lo Studio in cui esercito a Prato oppure in videoconferenza sulla piattaforma che preferisci.

Dott. Emanuele Brilli

Dott. Emanuele Brilli

Dott. Commercialista e Revisore Legale

Ti è stato utile questo articolo? Condividilo!
Facebook
Twitter
LinkedIn
WhatsApp
Telegram
Email

Post recenti

Contattami senza impegno